LE MICORRIZE

Per coltivare in modo biologico, quindi senza usare prodotti chimici di sintesi, per difenderci dalle avversità che potrebbero colpire le nostre piante è necessario conoscere e sfruttare al meglio tutte le tecniche e le possibilità che ci mette a disposizione la natura.

Uno degli ultimi ritrovati naturali per aiutare nella crescita e difendere le piante, consiste nello stimolare ed indurre la formazione delle micorrize.

Le micorrize sono una particolare forma di simbiosi che si forma tra le radici delle piante ed alcuni funghi. Questa associazione tra radici e funghi, porta dei grandi benefici ad entrambi gli organismi, infatti la pianta dona zuccheri ai funghi ed in cambio i funghi forniscono con facilità quegli elementi nutritivi che la pianta da sola faticherebbe ad ottenere dal terreno.

Grazie a questo aiuto reciproco il fungo riesce a vivere e proliferare nel terreno senza sforzi e la pianta riesce a crescere più velocemente, più forte e rigogliosa.

Oltre ad un semplice beneficio nutritivo, le piante micorrizate risultano più resistenti agli attacchi dei funghi patogeni (nocivi) presenti nel terreno.

Infatti i funghi che formano le micorrize colonizzano la rizosfera (porzione di terreno che circonda le radici) andando a rendere questa zona inospitale per altri microorganismi. Questo fa sì che i funghi patogeni (nocivi) raggiungano con estrema difficoltà le radici e, per questo motivo, le piante micorrizate saranno più protette dalle malattie terricole.

Ora vi starete chiedendo: “Come faccio a micorrizare le mie piante?”

Purtroppo la formazione di micorrize è strettamente legata alla presenza dei funghi giusti nel terreno e non sempre nei nostri terreni riusciamo a trovarne nelle quantità giuste per riuscire ad ottenere gli effetti desiderati.

Esistono però diversi prodotti costituiti da spore di questi funghi micorrizici (buoni) che, se utilizzati, ne aumentano la presenza nel terreno favorendo la formazione delle micorrize. Questi prodotti sono 100% naturali, infatti contengono solo funghi selezionati ad hoc al fine di avere gli effetti positivi che la natura ci mette a disposizione.

Alcuni di questi prodotti sono lo Xedagreen, il Sandek Plus e il TA 44 e vanno utilizzati in diverso modo a seconda del tipo di pianta o coltura che vogliamo trattare, ripetendo i trattamenti ogni 10/15 giorni fino a che non si noteranno i benefici sulla pianta, inoltre è buona norma effettuare 2 concimazioni organiche all’anno così da creare le condizioni migliori per la vita dei funghi micorrizici (buoni).

Per ottenere il massimo dell’efficacia dal prodotto utilizzato su piante orticole, piante da fiore, piante erbacee o piante in vaso si può effettuare il trattamento prima o dopo il trapianto. Infatti l’apparato radicale di queste piante non si approfondisce molto nel terreno e con una semplice distribuzione superficiale i funghi riescono a raggiungere le radici e a formare le micorrize.

Per ottenere il massimo dell’efficacia del prodotto su piante arboree o arbustive in pieno campo, invece, è consigliato effettuare un trattamento nel momento del trapianto, andando a distribuire il prodotto all’interno della buca, bagnando le radici della pianta o immergendo tutto l’apparato radicale e il panello di terra in acqua nella quale è stato prima sciolto il prodotto nelle giuste quantità. Tutto questo è necessario perché le radici di queste piante si estendono anche in profondità nel terreno ed il fungo distribuito in superficie qualche anno dopo il trapianto fa più fatica a raggiungere le porzioni più profonde del terreno.

Se però avete delle piante già mature che però vorreste aiutare sfruttando l’azione delle micorrize non disperate!

Potete effettuare comunque il trattamento. Infatti gli strati più superficiali delle radici verranno comunque micorrizati in breve tempo andando a garantire un apporto più elevato di nutrienti alla pianta, mentre per le radici più profonde ci vorrà un po' più di tempo e qualche trattamento in più così da fornire più forza ai funghi che così riusciranno, con il tempo, a raggiungere anche le radici più profonde. L’importante è effettuare una piccola lavorazione superficiale del terreno (3/5 cm) prima del trattamento così da favorire l’infiltrazione dell’acqua che porterà con sé i nostri amici funghi.